Pagati da “La Repubblica”

Questi ritagli di giornale  sono un esempio significativo dei comportamenti di certi giornalisti: non sanno quello di cui parlano e riportano quello che dicono i lacché dei Magistrati. Vi segnalo in particolare quello del 10/04/1993 dove lo scribacchino di turno se la prende anche con mio padre che centra assai poco con la vicenda. Lui dirà che ha ripetuto quello che dice il popolo. Io dico che mi fa pena e che è tra i realizzatori della situazione in cui si trova oggi l’Italia. E poi mio padre almeno era votato da tanta gente: cosa sconosciuta ai parlamentari di oggi.

Da notare la notizia del 22/06/2001. Alla assoluzione del Tribunale vengono riservate poche righe; a me 3 o 4 parole con l’ennesimo errore: “Segretario di Cariglia”. Forse, a giudicare dalle sue dichiarazioni in tribunale, era Cariglia il mio segretario. Io ero il segretario di Giuseppe Saragat e poi un membro della Direzione del PSDI. Ringrazio comunque la Repubblica per la precisazione, anche se delle altre assoluzioni non ha mai parlato e nel caso specifico mi ha messo sotto la condanna di Prandini: non si sa mai, magari qualcuno legge solo il nome senza fare la distinzione….

Pour les journalistes lâches

– Dire la vérité est révolutionnaire.
(A. Gramsci)
– Que fait un éléphant lorsqu’un moucheron le pique ? Il se gratte !
(Giuseppe Saragat)
– Une chose est sûre : celui qui lutte avec la merde en ressortira toujours souillé, qu’il gagne ou qu’il perde.
(Martin Luther)

DEDICACE MANUSCRITE PAR MATTEO MATTEOTTI
Le 11 juin 1984 « A’ Roberto car c’est un camarade un peu semblable à ceux de ce temps-là Matteo Matteotti  »

Matteo est le fils du martyr Giacomo Matteotti tué par les fascistes le 10/06/1924.